Il centrodestra cade da cavallo per la presidenza della Rai

            Come nel 2015 con Matteo Renzi, di cui era ad un tempo oppositore, negandogli la fiducia come presidente del Consiglio ma assecondandone ancora come segretario del Pd gli obiettivi di riforma della Costituzione e della legge elettorale, così oggi con l’altro Matteo, cioè Salvini, di cui è oppositore a Roma perché vice presidente di un governo concordato con i grillini  e ancora alleato di centrodestra a un livello solo formalmente locale, non avendo mai il leader leghista rinnegato l’appartenenza a questo schieramento a livello nazionale, Silvio Berlusconi ha sollevato una questione di metodo per scompaginare il quadro politico.

            Tre anni fa l’uomo di Arcore rivendicò il diritto di concorrere dall’opposizione all’elezione del successore di Giorgio Napolitano al Quirinale per la natura di garanzia della figura del presidente della Repubblica. E contestò a Renzi di avere candidato l’allora giudice costituzionale Sergio Mattarella senza neppure consultarlo, premendogli accontentare più la minoranza di sinistra del suo partito, il Pd, che il partito di opposizione del cui appoggio aveva pur bisogno per approvare le riforme istituzionali in cantiere, con la maggioranza parlamentare necessaria a metterle al sicuro dal passaggio referendario.

            In più, a dire il vero, c’era l’aggravante -tuttavia ignorata nella polemica da Berlusconi -del ruolo politico svolto in passato contro la stabilizzazione legislativa delle televisioni Fininvest, poi Mediaset, da Mattarella. Che per protesta contro la legge che regolarizzava le tre reti del Biscione si dimise con i colleghi di sinistra dell’allora Dc da ministro della Pubblica Istruzione.  “Schiena dritta”, ricordò Renzi tre anni fa provocando ulteriormente Berlusconi.

            Sulla candidatura al Quirinale e poi sull’elezione di Mattarella, avvenuta allo scrutinio nel quale gli bastava la maggioranza assoluta del Parlamento, e non quella dei due terzi, si consumò quindi  fra Renzi e Berlusconi una rottura destinata, eccome, a sconvolgere gli equilibri politici dell’epoca. Renzi realizzò senza i voti di Forza Italia una riforma costituzionale destinata alla bocciatura referendaria e alla caduta del suo governo. E la legislatura proseguì con altre complicazioni che costarono al Pd rimasto nelle mani di Renzi anche la cocente sconfitta elettorale del 4 marzo scorso, a vantaggio soprattutto dei grillini.

            Ora la carica di garanzia che Berlusconi ha usato nello scontro col governo, ma più in particolare, col suo alleato dei giorni o delle ore dispari Salvini, è la presidenza della Rai. Alla quale il governo ha designato il giornalista Marcello Foa su indicazione, appunto, di Salvini destinando a un uomo indicato dai grillini la carica di amministratore delegato dell’azienda.  

            Per quanto Foa provenga dal Giornale della sua famiglia, cui è peraltro rimasto in qualche modo  legato anche dopo avere assunto la guida del gruppo editoriale svizzero del Corriere del Ticino, Berlusconi non ha gradito. E ha messo quanto meno nel congelatore i sette voti forzisti della commissione parlamentare di vigilanza, fra i quali quello del presidente della stessa commissione, necessari per garantire il cavallo della Rai di viale Mazzini a Foa. Il cui percorso è stato complicato anche da uno recente attacco, durante la gestione della crisi di governo, a Mattarella: circostanza che il Pd non più di Renzi ma pur sempre da lui condizionato ha deciso di usare nella offensiva scatenata, parallelamente a Berlusconi, contro il presidente della Rai designato dal governo.

            Contemporaneamente, e sempre su questo tema, si è aperta all’interno della maggioranza gialloverde una partita che aumenta le difficoltà di Salvini. Al quale i grillini, togliendosi dalle scarpe i sassolini dei frequenti, sistemici incontri con Berlusconi a tutela dell’alleanza elettorale del centrodestra formalmente mai dismessa, hanno praticamente lanciato la sfida di risolversi da solo il problema Foa e, più in generale, della Rai. Dove anche l’ipotesi di una trattativa suppletiva per scambiare con qualche direzione di telegiornale i voti dei forzisti alla convalida di una presidenza Foa fatica a decollare per il danno d’immagine che essa potrebbe comunque procurare al partito di Berlusconi. Che rischierebbe di coinvolgersi da solo nell’ennesimo gioco di lottizzazione denunciato a parole di fronte ai negoziati che sui nuovi assetti dell’ente radiotelevisivo di Stato si sono svolti fra grillini e leghisti  ancor meno dietro le quinte che in passato, ai tempi della prima e della seconda Repubblica.

            Già in difficoltà col proprio elettorato per il decreto legge voluto dai grillini contro i contratti a termine, e per le grandi opere contestate o frenate dal Movimento delle 5 Stelle, a Salvini potrebbero non bastare i vantaggi che ha sicuramente acquisito nella gestione dura degli sbarchi e, più in generale, degli immigrati per garantirsi da una rottura di quel che resta del centrodestra, per giunta a sua “trazione”, avendo lui sorpassato elettoralmente a marzo Forza Italia.

            Il leader leghista ostenta sicurezza, sino a vantarsi mussolinianamente dei tanti nemici che lo combattono, e a sfidare i forzisti a votare nella commissione di vigilanza sulla Rai con il Pd, ma rischia sul terreno accidentato del doppio rapporto con Berlusconi e con Luigi di Maio di ripercorrere l’esperienza di Renzi nel 2015 e anni successivi.

           I due Mattei sono paradossalmente più simili, o meno diversi, delle apparenze. E Salvini sta guastando al presidente del Consiglio Giuseppe Conte la festa del viaggio reclamizzatissimo negli Stati Uniti. Che già a Renzi nel 2016, invitato dal predecessore di Trump ormai agli ultimi giorni del mandato, non portò grande fortuna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: