Matteo Salvini in overdose politica con la sortita su vaccinazioni e scuole

Nico Pillinini, il vignettista della Gazzetta del Mezzogiorno, coprendosi dietro le proteste della ministra della Sanità Giulia Grillo, naturalmente del Movimento delle 5 Stelle, dove con quel nome la signora avrebbe potuto forse ottenere ancora di più, ha giocato sul termine “internista” per commentare la sortita del vice presidente leghista del Consiglio sui dieci vaccini inutili o persino dannosi che non dovrebbero più essere obbligatori.

            Medico internista sicuramente Matteo Salvini non è, come nella vignetta gli ricorda la ministra grillina, risentita dell’invasione di campo compiuta dal collega di governo. Ma internista inteso come ministro dell’Interno il segretario della Lega lo è di sicuro. E in questa veste gli si potrebbe ironicamente attribuire la colpa di avere giocato o di essere incorso in un equivoco involontario.

            Ma qui, sia per la funzione governativa di Salvini sia per la serietà del problema delle vaccinazioni obbligatorie per l’ammissione alle scuole, cui il leader leghista si è richiamato esplicitamente con la sua sortita, non sarebbe il caso di scherzare più di tanto.

            Salvini è ormai in overdose politica. Gli ultimi scampoli di campagna elettorale per la ventina di importanti ballottaggi comunali alle porte non possono bastare a spiegare le esondazioni del ministro dell’Interno. Che, volente o nolente, consapevole o a sua insaputa, mostra di scambiare per problema di ordine pubblico qualsiasi questione di cui gli capiti di occuparsi.

Le vaccinazioni costituiscono un problema di natura sanitaria, a meno che il ministro dell’Interno non ritenga possibili con l’abuso dei vaccini l’esplosione di epidemie contro cui anche il suo dicastero potrebbe rivendicare qualche competenza d’intervento. Ma saremmo in tal caso di nuovo al di là, ma molto al di là, dell’ironia.

            Con l’immigrazione, e i problemi internazionali   connessi, che lo fanno spesso partecipe addirittura della politica estera affidata ad un altro Ministero e ministro, Salvini ha già un lavoro enorme. Che gli basterebbe e avanzerebbe per occupare la scena politica ben più dei grillini, provvisti di una rappresentanza parlamentare ben superiore a quella della Lega. Essi mostrano ogni giorno di più di soffrire di questo scompenso, sicuramente non estraneo all’inversione delle loro tendenze elettorali, stando ai sondaggi e ai voti amministrativi seguiti al rinnovo delle Camere.

Eppure Salvini non si ferma davanti a niente e a nessuno. E’, ripeto, in overdose politica. Che non è meno dannosa, alla lunga, delle altre cui si pensa quando parliamo di sovradosaggio.  

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