Delrio concede a Minniti l’augurio di buone ferie

Uno dei tanti, soliti retroscena che afflollano e spesso sostituiscono le pur abbondanti cronache politiche, qualche volta sostituendo con la fantasia le notizie, ma col curioso effetto ogni tanto di anticiparle, ha riferito di un Marco Minniti rimasto interdetto dopo una telefonata ricevuta da Matteo Renzi mentre correva ad una manifestazione di partito a suo favore: cioè, a favore del segretario del Pd.

         Minniti, che prima di diventare ministro dell’Interno si è occupato a lungo di servizi segreti come sottosegretario, e dovrebbe essere quindi abituato a districarsi fra misteri e doppiezze, non sarebbe riuscito a capire bene con chi Renzi stesse e stia davvero nella partita in corso fra i ministri dell’Interno e delle Infrastrutture nella gestione dell’immigrazione. Che poi, nonostante i cali annunciati o davvero registrati negli ultimi giorni, è più gestione dei soccorsi in mare che gestione degli immigrati, una volta sbarcati, poco importa a questo punto se da una nave militare o da una nave civile di volontari.

         Ad occhio e croce il buon senso, condiviso dal presidente della Repubblica col sostegno dichiaratogli pubblicamente, vorrebbe che Minniti da ministro dell’Interno, e responsabile finale del fenomeno, come dimostra il fatto che è lui a risponderne sistematicamente al Parlamento, avesse in materia la prevalenza sul ministro delle Infrastrutture. Che però, avendo assorbito le competenze dei trasporti per mare e per terra con quel mostro di dicastero che è nato unificandone tre senza prevedenre le complicazioni, e non solo i benefici, é ben convinto di avere lui l’ultima parola. Che nel suo caso è sempre una buona parola, diciamo così: buona nel senso di buonismo, di carità ed assistenza ad ogni costo, o quasi, per cui una nave di volontari che ha caricato a bordo una certa quantità di migranti praticamente consegnati dai trafficanti può cavarsela, evitare guai e quant’altro trasferendo al largo delle coste italiane il suo carico su altre navi, militari o civili che siano, agli ordini o col beneplacito di Graziano Delrio. D’altronde, cos’altro può fare e distribuire se non grazie uno che ha quel nome: Graziano?

         Il ministro delle Infrastrutture, non so francamente se più di suo o più di non suo, contando per esempio sull’aiuto dell’amico segretario del partito con cui ha avuto più frequentazioni di Minniti, è talmente sicuro di sé che si è preso il lusso, o lo sfizio, come preferite, di sorridere davanti alle telecamere delle diversità di idee col suo collega di governo, non convinto di quei trasbordi in mare di cui parlavo prima

         Forte anche, in verità, dell’avventata intervista in cui lo stesso Minniti aveva escluso “diversità” nel governo sulla materia degli imbarchi e sbarchi dei migranti, Delrio ha allegramente annunciato all’intervistatore di turno della Rai di avere con Minniti un solo, scontatissimo e banalissimo problema, in questi giorni: come, dove e quando incontrarsi per scambiarsi gli auguri di buone vacanze, o ferie. Buone, si fa per dire naturalmente.

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