Silvio Berlusconi da consumatore a grande produttore di “responsabili”

         Abituato a fare le cose alla grande, e curarle anche nei dettagli, Silvio Berlusconi in meno di dieci anni è diventato dal più grande consumatore -o “fruitore finale”, direbbe il suo avvocato e qualcosa in più Niccolò Ghedini-  al più grande produttore di “responsabili “. Che non sono cioccolatini o biscotti, ma parlamentari di pronto soccorso, che rispondono dai banchi dell’opposizione alle necessità della maggioranza di turno per evitarne la caduta, e con essa magari anche le elezioni anticipate.

          La prima, vera operazione di “responsabili” risale alla fine del 2010, quando Berlusconi da Palazzo Chigi ebbe bisogno di Domenico Scilipoti,  Antonio Razzi, Salvatore Moffa ed altri per scampare alla sfiducia promossa contro di lui addirittura dal presidente della Camera e ormai ex alleato Gianfranco Fini. Ma la crisi arrivò  ugualmente meno di un anno dopo con lo zampino dell’Unione Europea, non più di Fini.

          La seconda operazione dei “responsabili” nacque nell’autunno del 2013, quando lo stesso delfino berlusconiano del momento, Angelino Alfano, e tutti gli altri ministri azzurri del governo di Enrico Letta, nato all’insegna delle larghe intese, rimasero al loro posto nonostante il passaggio ALFANO.jpegdel Cavaliere all’opposizione per la sua estromissione dal Senato, essendo stato condannato in via definitiva per frode fiscale. Oltre che “responsabili”, i ribelli si definirono con una certa comicità, che non dispiacque all’interessato, “diversamente berlusconiani”. E rimasero nel governo anche quando ad Enrico Letta subentrò dopo qualche mese Matteo Renzi, confortati peraltro da un’intesa sulle riforme VERDINI.jpegstipulata dallo stesso Renzi con Berlusconi, pur fermo all’opposizione con quel che restava di Forza Italia. Dalla quale tuttavia un’altra parte sarebbe uscita per iniziativa di Denis Verdini quando l’intesa sulle riforme saltò, con l’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, e Berlusconi si irrigidì all’opposizione.

          Ora che Verdini si è ritirato e opera dietro le quinte come suocero virtuale di Matteo Salvini, i “responsabili” di cui Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i grillini, i piddini e la sinistra dei liberi e uguali hanno bisogno per sottrarsi alla crisi inseguita da Renzi vengono selezionati PAOLO ROMANI.jpege organizzati fra i berlusconiani dall’ex ministro ed ex capogruppo al Senato Paolo Romani. Che non  perdona a Berlusconi di avere subìto il veto posto contro di lui alla presidenza del Senato all’inizio di questa legislatura per un peculato in cui era incorso da assessore di Monza, lasciando usare al figliolo il telefonino di servizio del Comune.

          La cosa curiosa tuttavia è che non si capisce bene se l’operazione Romani, chiamiamola Il Fatto.jpegcosì, sia davvero sgradita a Berlusconi, come dice pubblicamente, o no: un mistero che si aggiunge a quello appena sparato dal Fatto Quotidiano sulla sua assenza dalla scena da qualche giorno, forse distratto addirittura da una mezza fuga d’amore.

          Il salvataggio di Conte o una sua sostituzione all’interno di una maggioranza allargata appunto ai “responsabili” in sostituzione dei renziani, tutto sommato, si tradurrebbe in un logoramento, all’interno del centrodestra, di un Salvini cresciuto troppo per le abitudini e i gusti del Cavaliere. Che di Conte peraltro apprezza quanto meno il sarto.

 

 

 

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