Cadono come foglie d’autunno le scommesse sul generale Vannacci contro la Meloni

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, scrisse il poeta Giuseppe Ungaretti tragicamente, e da testimone, dei soldati in trincea nella prima guerra mondiale. Meno tragicamente, per fortuna, ma sempre sconsolati si potrebbe dire a sinistra, ma anche al centro pensando a Matteo Renzi, delle scommesse fatte sulla concorrenza del generale Roberto Vannacci a Giorgia Meloni da destra, sino procurarle il sorpasso da parte degli aspiranti all’alternativa.

Vannacci ha finito di crescere grazie anche al rifiuto opposto dalla premier a chi nella maggioranza, a costo di estremizzarla, contava di potere recuperare il generale appunto per non perdere le elezioni. E il centrodestra da solo, senza il generale, è risultato in vantaggio sul campo largo dell’alternativa dalla ricerca di “Only numbers” effettuata per conto di Porta a Porta il 26 ottobre e analizzata nei dettagli da Alessandra Ghisleri sulla Stampa di ieri, 2 novembre.

Il centrodestra è in vantaggio dell’1,1 per cento -43,3 contro 42,2-su un centrosinistra guidato dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dell’1,6 per cento -43,9 contro 42,3- di un centrosinistra guidato dall’ex premier pentastellato Giuseppe Conte.

“Andiamo a vincere”, continua allegramente a dire e far dire baldanzosamente dai suoi Elly Schlein, peraltro decisa a candidarsi a Palazzo Chigi “con o senza primarie”, che ha dovuto tuttavia programmare “entro febbraio” con Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Ma le giungono brutte notizie anche dall’elettorato del Pd nella ricerca di “Only numbers”.

Interrogati sull’ottimismo manifestato dalla stessa Schlein sul superamento “nell’ultimo miglio” delle divergenze programmatiche nel campo largo dell’alternativa, gli elettori dichiarati del Pd si sono letteralmente  spaccati in due fra un 42 per cento d’accordo e il 42 in disaccordo. Con la notizia fresca di giornata della disponibilità della Schlein ad accogliere la richiesta di Conte di ripristinare il costoso reddito di cittadinanza, e gli abusi scoperti nell’applicazione ai tempi andati, il 42 per cento del disaccordo potrebbe salire ancora e sorpassare la quota degli ottimisti.

Nel complesso gli elettori dichiarati o tentati dal centrosinistra si sono per il 41,7 per cento detti convinti della coesione dello schieramento dell’alternativa e per il 44,7 no.

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