Renata Polverini si sospende da Forza Italia e guarda a Matteo Renzi

                 Pur finita sulla prima pagina del solo manifesto – con un modesto richiamo tuttavia pari il manifesto.jpga quello della “promozione a pieni voti” di Paolo Gentiloni al Parlamento di Strasburgocome commissario agli affari economici dell’Unione Europea- la notizia dell’autosospensione di Renata Polverini dal gruppo di Forza Italia alla Camera è indicativa dell’aggravamento della crisi nel partito di Silvio Berlusconi dopo l’uscita di Matteo Renzi dal Pd e la costituzione dei gruppi parlamentari di Italia Viva.

                E’ proprio in direzione di Renzi e del suo nuovo partito, o movimento, che sembra avviata la Polverini, visto anche il terreno su cui ha deciso Polverini e Berlusconi.jpgdi consumare la sua rottura con Forza Italia, dove era approdata negli anni scorsi, tramite il passaggio all’allora Pdl, dai lidi della destra di Gianfranco Fini, dopo avere guidato il sindacato Ugl-ex Cisnal e il governo della regione Lazio.

               La Polverini si è autosospesa da Forza Italia denunciando, in particolare, la tattica sostanzialmente ostruzionistica praticata dai forzisti nella Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio anche contro la sua proposta di legge sulla cittadinanza ai figli di immigrati nati e andati a scuola in Italia: il cosiddetto ius culturae, variante dello ius soli ancora più contrastato dalla destra e dintorni. E’ un terreno di impegno politico molto praticato proprio da Renzi, che all’interno del Pd aveva contestato l’anno scorso al suo successore a Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni, di non avere avuto abbastanza coraggio a sfidare gli allora alleati ex forzisti di Angelino Alfano.

            Ancora qualche giorno fa, pensando probabilmente anche a questo problema, l’ex governatrice del Lazio si doleva in una intervista al Foglio del “trucismo”, rimproverato dallo stesso giornale di Giuliano Ferrara a Matteo Salvini, al centrodestra a trazione leghista e dintorni. E prendeva le distanze dalla “tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra”. Sempre al Foglio, la Polverini avvertiva i problemi destinati ad aumentare all’interno di Forza Italia con l’iniziativa politica appena assunta da Renzi lasciando il Pd e creando la sua Italia Viva.

             Di fronte al dissenso che così chiaramente e clamorosamente ha voluto esprimere e rappresentare l’ex governatrice del Lazio sarebbe molto difficile a Berlusconi e, più in generale, ai dirigenti Daniela Conzatti.jpgdi partito che lo affiancano liquidare un suo passaggio a Italia Viva con la sufficienza e, diciamo pure, il disprezzo usato nei riguardi della senatrice Daniela Conzatti, di Rovereto, affrettatasi a aderire al nuovo movimento renziano.

            Tutto ormai si muove abbastanza rapidamente e clamorosamente in quella che ci siamo abituati a lungo a considerare  politicamente, a torto o a ragione, l’area moderata o di centro, non necessariamente assimilabile a quella che elettoralmente occupa il partito che si trova a prendere più voti e seggi parlamentari conquistando quella che i grillini, per esempio, definiscono la loro “centralità”. E la rivendicano con più forza specie dopo che sono riusciti, con la crisi di governo provocata da Salvini, ad evitare lo scioglimento anticipato delle Camere, non a caso reclamato dallo stesso Salvini nel tentativo di tradurre in termini parlamentari il dimezzamento dei voti procurato al movimento delle 5 stelle, a vantaggio della Lega, nelle elezioni europee del 26 maggio scorso.  

 

 

 

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