Tutto ciò che della Terra non si riesce a vedere e sentire da lontano

       Solo visto da lontano, molto da lontano come accade agli astronauti nella loro missione propedeutica a sbarchi futuri sulla luna, il nostro mondo in bianco e blu riesce a nascondere le guerre e altre nefandezze che noi terrestri riusciamo a compiere o a subire, secondo il ruolo che ci è capitato. Un mondo insomma ancora desiderabile.

       In quella palla gigantesca fotografata dagli astronauti c’è anche l’Italia sia di Giorgia Meloni e dei suoi alleati di centrodestra, sia di Elly Schlein, Giuseppe Conte ed altri a aspiranti alla successione, che hanno assaporato nella vittoria del no referendario alla riforma costituzionale della magistratura il gusto pure di una vittoria nelle elezioni politiche ormai del 2027, nonostante gli anticipi offerti nelle loro cronache dagli instancabili retroscenisti.  Una vittoria ancora senza padri o madri, non essendo più certe neppure le primarie del cosiddetto campo largo, larghissimo e samto dell’alternativa reclamate da Conte, proprio dopo la sconfitta referendaria del governo, per aggiudicarsi il titolo di candidato a un ritorno a Palazzo Chigi, dopo la dolorosa partenza impostagli per lasciarlo, a suo tempo, a Mario Draghi.

       Di probabilità di vincere le primarie eventualmente sopravvissute anche alle bastonate di mortadella di Romano Prodi, un altro passato per Palazzo Ghigi ai suoi tempi, prima dell’Ulivo e poi dell’Unione, Conte ne ha, secondo l’ultimo sondaggio confezionato da Alessandra Ghisleri, solo se  la partita nel cosiddetto centrosinistra dovesse essere a due. lui e Schlein in ordine alfabetico. Ma è uno scenario irrealistico. Di altri aspiranti, reali o immaginari, vestiti o travestiti, di presunto bianco o presunto rosso o grigio, sono piene le cronache. E non è detto che gli “altri” possano favorire la segretaria del Pd, come mostra di presumere o prevedere la Ghisleri. Anche gli altri, ripeto, potrebbero portare via alla Schlein tanti voti da far prevalere Conte, sempre e dannatamente lui, l’ex premier ancora pentastellato, nonostante i propositi ormai anche legali, o giudiziari, di Beppe Grillo di riprendersi, da ex fondatore, garante, consulente e quant’altro   il nome del movimento sfilatogli via dall’avvocato pugliese fra una passeggiata e l’altra, a passo sempre svelto, dalla sua abitazione romana agli  uffici del partito e alla Camera.  Con passo svelto, ripeto, e mani sempre pronte a sfiorare….il successo.  

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