Giustizieri crescono per le strade e le piazze di Roma, in attesa delle primarie di turno

       In attesa di partecipare alle primarie del cosiddetto campo largo, quando ne verrà il turno,  e di vincere pure quelle, come nel referendum che ha appena bocciato la riforma costituzionale della magistratura, o tre  anni fa con l’elezione di Elly Schlein a segretaria del Pd, e come potrebbe accadere ancora fra questo e l’anno prossimo per candidare a Palazzo Chigi Giuseppe Conte alla guida del governo di alternativa al centrodestra; in attesa, dicevo di questo passaggio  al quale certamente non mancheranno, gli attivisti della sinistra più radicale hanno portato in piazza, a Roma, le teste coronate di Giorgia Meloni, di Bibi Nethanyau e  di Donald Trump, in ordine rigorosamente alfabetico, per prenotarne la decapitazione. Non è mancata in piazza neppure una sagoma ridotta in legno della ghigliottina. Che potrebbe magari essere sostituita all’ultimo momento con una forca, alla quale la premier italiana è stata in qualche modo designata  con la testa capovolta in giù di un manifesto esibito sinistramente.

       Non mancano da quelle parti ambizioni da giustizieri. E’ nella loro natura, come diceva lo scorpione alla rana punta in acqua anche a rischio di morire annegato pure lui. L’”euforia”, come l’ha chiamata Goffredo Bettini dolendosi in particolare di quella di Conte, impadronitosi della vittoria referendaria del no per portarsi avanti nella corsa a Palazzo Chigi, dove sogna di tornare, magari come un re pure lui, ha moltiplicato le energie degli aspiranti giustizieri, ripeto. O boia, come preferite. E più vittimiste persone come l’eurodeputata, naturalmente della sinistra radicale, Ilaria Salis importunata di prima mattina, in  un albergo romano, da agenti di polizia messi in allarme da colleghi o magistrati tedeschi che ne temevano la partecipazione, nel suo stile ungherese, alla manifestazione romana antimonarchica, all’insegna del “No Kings”. Urge, a questo punto, un’altra manifestazione, in questa primavera pur capricciosa, per aggiornare l’elenco dei re da decapitare o impiccare, aggiungendo il ritratto del cancelliere germanico Friederik Merz. Speriamo che se la possa cavare, alla fine, il presidente italiano della Repubblica Sergio Mattarella, che con quei due mandati consecutivi affidatigli al Parlamento, e i conseguenti 14 anni al Quirinale, sino al 2029, di regale ha sicuramente la durata.

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