L’ossimoro dell’Iran islamista: una monarchia sanguinaria travestita da repubblica

       Con o senza l’aiuto italiano annunciato da Trump mettendo nei pasticci Giorgia Meloni, attestatasi a Roma nello scontro con le opposizioni sulla formula del né né, cioè nè a favore né contro, né dentro né fuori, la guerra condotta da americani e israeliani ha messo impietosamente a nudo l’ossimoro che è diventato l’Iran. E che fa un paese semplicemente indifendibile.

       Quella instaurata nel 1979 con l’aiuto purtroppo anche dell’occidente, specie della Francia dove l’ayatollah Komeini aveva potuto preparare fra preghiere e incontri  la rivolta contro lo scià, è una falsa -clamorosamente falsa- Repubblica islamica, come continua a proclamarsi sotto le bombe. Non è una Repubblica ma una Monarchia, con la maiuscola dell’altra, islamica. Nella quale il successore di un ayatollah ucciso, abbattuto e quant’altro da non so quante tonnellate di esplosivo scoppiategli in quella specie di fortezza dove si era rinchiuso, è il figlio prediletto Moitaba.  Scelto e proclamato con le procedure che hanno retto anche alla guerra. Egli potrebbe avere i giorni meno contati di quelli assegnatigli da Trump alla Casa Bianca e da Nethanyau in Israele. Giorni che il nuovo re islamico impiegherà nel solito modo del padre, ammazzando gli oppositori interni, reali o solo presunti, senza neppure seppellirli nelle fosse.

       Questo è l’Iran difeso in Occidente in nome del diritto internazionale sfacciatamente invocato anche da chi in terra iraniana ne fa scempio di giorno e di notte.

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