La misura di Donald Trump è ormai colma anche per Giorgia Meloni

         Quegli occhi diabolicamente predatori -riconosciamolo- del presidente americano Donald Trump sull’interlocutore di turno, fosse anche il semplice, magari occasionale lettore del giornale che ne fa magari la foto di cosiddetta copertina, hanno prodotto una confusione terribile nel mondo, compresa naturalmente l’Italia. Dove a trovarsi maggiormente a disagio di fronte alle iniziative costantemente spiazzanti dell’inquilino, anzi del padrone della Casa Bianca, considerandone lo stile e persino i lavori di ampliamento o ristrutturazione che ha imposto anche ad una moglie quasi pubblicamente contraria o perplessa: a trovarsi maggiormente a disagio, dicevo, sono più gli amici che gli avversari. Come, in dimensioni geopolitiche, diciamo così, sono più a disagio ormai gli alleati che i nemici storici, che si consideravano consolidati degli Stati Uniti. Si, proprio essi, gli Stati Uniti d’America le cui truppe salvarono più di 80 anni anche l’Italia dall’abisso in cui era caduta alleandosi con Hitler, e ora si sono stancati, a dir poco, dell’aiuto all’Ucraina aggredita dalla Russia di Putin..

       Anche Giorgia Meloni, la prima premier della storia d’Italia, forse anche per questo entrata subito nelle simpatie del…..predatore americano, che l’ha più vote definita “fantastica” parlandone davanti alle telecamere e sovrastandola negli incontri,  ha dovuto prendere le distanze da Trump alle prese con la Groenlandia, che un giorno vorrebbe acquistare e l’altro occupare più di quanto già non la occupi con postazioni militari.

       Pur rifiutatasi di partecipare a quella barzelletta -così definita dal ministro della Difesa Guido Crosetto- dello sbarco in Groenlandia di qualche decina di  militari europei disarmati, la Meloni questa volta è sbottata anche in pubblico rivelando di avere personalmente, direttamente comunicato a Trump il dissenso dal suo “errore” di condire dei soliti, immancabili dazi anche l’offensiva dei ghiacci, diciamo così.

       Trump, per carità avrà fatto spallucce e allungato le braccia e le mani nel vuoto da qualcuna delle sue torri americane per spaventarla, ma la premier il suo dovere l’ha fatto. I suoi avversari no continuando a scambiarla e a rappresentarla sottomessa al predatore a stelle e strisce.

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