Tornato rapidamente coi piedi per terra dopo l’evasione travestito addirittura da Papa, il presidente americano Donald Trump si è lasciato intervistare per esprimere il sospetto – con un “forse” messo tra le parole- che sia impossibile una pace in Ucraina a causa del troppo odio personale e reciproco fra Putin e Zelensky, e i rispettivi generali.
Pur attribuendone la colpa ad entrambi, e quindi riservandosi un’altra, disperata mediazione dopo quelle fallite nei primi cento giorni della sua seconda presidenza, Trump ha tolto lo sgabello sotto i piedi più a Putin, scambiato in precedenza per l’aggredito e non per l’aggressore, che a Zelensky. Al quale del resto egli è appena tornato a fornire, direttamente o indirettamente, armi per la resistenza all’invasione russa. D’altronde, ormai gli Stati Uniti sono diventati praticamente soci dell’Ucraina nella estrazione e nello sfruttamento delle cosiddette terre rare: una cosa che protegge l’odio di Zelensky, più dell’adesione alla Nato adombrata all’Ucraina dai soci europei e dagli stessi americani.
La sortita del nuovo presidente degli Stati Uniti, dopo lo strapazzamento di Zelensky nell’ufficio ovale e il recupero dei rapporti nella Basilica di San Pietro, a Roma, in occasione dei funerali di Papa Francesco, ha rovinato a Putin la festa “patriottica” del 9 maggio a Mosca. E ciò anche se Trump dovesse decidere di partecipare lo stesso alle celebrazioni militari degli 80 anni trascorsi dalla conclusione della seconda guerra mondiale, che fu segnata dall’arrivo delle truppe allora sovietiche a Berlino prima degli americani.
Il riconoscimento o condivisione della tesi sempre sostenuta da Zelensky che la Russia avesse cominciato la sua “operazione speciale” più di tre anni fa per prendersi tutta l’Ucraina, e non solo una sua parte, ha messo o restituito Trump al fronte occidentale. E restituito Putin al suo ruolo di rapace, in continuità con Stalin e col ritratto di uno zar che egli ha voluto appena esibire alle sue spalle in un apologetico servizio televisivo russo, ripreso fra casa e uffici al Cremlino.