Come si dice dell’appetito, che viene mangiando, la vicenda di Giusi Bartolozzi non si è chiusa con le dimissioni da capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio per quel “plotone di esecuzione” da lei gridato in una televisione ai colleghi magistrati. Fra i quali quelli che alla Procura della Repubblica di Roma si sono occupati di lei per l’espatrio di Almasri in Libia accusandola di false dichiarazioni al pubblico ministero e tentando di mandarla a processo, impedito invece dal Parlamento contro i ministri della Giustizia e dell’Interno e il sottosegretario principale alla Presidenza del Consiglio, con la delega sui servizi segreti.
Dopo avare scoperto che, grazie ad “una legge di governo”, pur non fatta per lei non foss’altro per ragioni di tempo, la ex capo di Gabinetto può tornare subito nei ruoli della magistratura, dalla quale era stata mediaticamente estromessa dandole dell’ex, al solito Fatto Quotidiano dell’altrettanto solito Marco Travaglio si sono accorti che la sventurata, chiamiamola così manzonianamente, ha il diritto di essere sottratta al “plotone di esecuzione” romano per passare a quello, forse meno armato, di Perugia. Alla cui procura sono affidate indagini, ed effetti, su un magistrato di ruolo a Roma.
Il passaggio alla Procura di Perugia era già stato tentato, ma inutilmente, dall’avvocato difensore della Bartolozzi, che è la stessa dei mancati inputati ministri per l’affare Almasri: Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, nonostante l’ostilità del giornale di Travaglio e dintorni. Ora che la Bartolozzi non è più distaccata al Ministero e torna a fare la magistrata di ruolo a Roma, la competenza della Procura di Perugia non può più essere contestata e negata. E questo ai Travagli, chiamiamoli così, non piace. Non li convince, temendo costoro che non si tratti a Perugia di un “plotone di esecuzione” come quello di Roma, su cui ha recentemente ironizzato con una certa spavalderia, almeno così avvertita -credo- dall’interessata, lo stesso capo della Procura capitolina Francesco Lo Voi.
La Bartolozzeide quindi continua. E la seguiremo con la dovuta attenzione e, quando serve, un po’ di ironia, nonostante il carattere generalmente drammatico delle avventure giudiziarie in Italia.