Al repertorio di Donald Trump mancava solo l’aereo regalatogli dal Qatar

         Mentre in Italia ci stiamo, anzi si stanno scontrando maggioranza e opposizioni sul diritto del presidente del Senato Ignazio La Russa di sentirsi ancora militante politico, sino a sostenere pure lui il diritto conclamato di tutti i cittadini di votare ma anche di non votare per un referendum abrogativo, dall’altra parte dell’Atlantico, negli Stati Uniti, mi pare che sia passata come una notizia normale, di ordinaria amministrazione, quella di un lussuoso palazzo volante -un Boeing 747 8- che il Qatar ha deciso di donare al presidente Donald Trump. Il quale potrà adattarlo, a spese degli Stati Uniti, ad aereo presidenziale e trattenere poi per sé, regalandolo ad una propria fondazione o “Libreria”, quando non sarà più presidente. Magari, allora, non per volare, dati i costi, ma solo per salirci sopra ogni tanto, ricordare i bei tempi andati, organizzare convegni o riunioni conviviali, godersi visioni cinematografiche e quant’altro.

         Le decisioni, le iniziative, gli scherzi che Trump si concede, travestendosi anche da papa in fotomontaggi e anticipando -con i glutei che ha- l’elezione di uno statunitense davvero a Pontefice, producono abitualmente il finimondo. Questa volta l’annuncio delle “trattative” in corso fra gli Stati Uniti e il Qatar per la consegna del regalo al presidente Trump ha solo sorpreso. E forse più al qua che al di là dell’Atlantico, magari per non disattendere l’appello di Papa Leone XIV a disarmare almeno le parole, visto che non si riesce a disarmare gli eserciti.  Buon viaggio e buon divertimento, signor presidente.

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