Il vuoto che si mastica nei cantieri dei moderati di area a sinistra

Dal Dubbio

Non per infierire o sparare sulla solita ambulanza, ma solo per aggiornarvi sul cantiere in corso del Centro, con la maiuscola più o meno dovutagli, vorrei riproporvi e condividere ciò che ha appena scritto sul Corriere della Sera in un editoriale Paolo Mieli. Che sa leggere la realtà con la conoscenza e il disincanto, insieme, dello storico. Come fa sul piano sociologico il mitico Giuseppe De Rita, anche lui occupatosi di recente del cantiere, o cantieri, del Centro per osservare o sostenere in una intervista che vi si “mastichi il vuoto”.

Dalla Repubblica

         Paolo Mieli ha rimproverato sia ai centristi di vocazione prevalentemente cattolica sia ai centristi di vocazione prevalentemente laica, che sabato prossimo potranno seguirsi in convegni gli uni con gli alti sentendosi e vedendosi a distanza fra Milano e Orvieto, di “essere perentori in materia su cui sono concordi con l’intera sinistra ed evasivi sulle questioni su cui, invece si concentrerà l’attenzione mondiale dal 20 gennaio in poi”, quando cioè sarà davvero tornato alla Casa Bianca Donald Trump. Che ieri Paolo Gentiloni, esordendo come opinionista su Repubblica, ha tuttavia esortato ottimisticamente a vedere più come “una sveglia” che come un pericolo per un’Europa che ha bisogno di “correre”.

  L’”intera sinistra” di cui ha scritto Mieli è naturalmente quella che in un ipotetico schieramento alternativo al centrodestra sarebbe distribuita fra il Pd di Elly Schlein, i rossoverdi di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e i “progressisti indipendenti” di Giuseppe Conte,  come si sono sospettosamente autodefiniti loro stessi.

Paolo Mieli sul Corriere della Sera

         Con una certa perfidia Mieli ha preso un po’ in prestito la nostra testata per esprimere “il dubbio -testuale- che, per dire al mondo della loro ostilità al premierato e all’autonomia differenziata, non fosse necessario allestire quella complicata rete di collegamenti audio e video” programmata per il 18 gennaio.

         A trarre vantaggio da questa condizione del cenrosinistra è naturalmente il centrodestra, prevalentemente Giorgia Meloni. Che ha risolto il problema del centro della sua area occupandolo direttamente con quel 31 per cento, per esempio, dell’ultimo sondaggio di Alessandra Ghisleri, distante di quasi 20 punti da Forza Italia di Antonio Tajani. Al quale rimane la soddisfazione di essere di due centesimi di punto sopra la Lega, che non ha però alcuna vocazione centrista. Semmai essa è di una destra concorrente a quella della premier, che in qualche modo ne viene ulteriormente favorita accreditandosi al centro, appunto. 

Pubblicato sul Dubbio

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