L’ipse dixit…di Romano Prodi sull’Europa e dintorni

         Romano Prodi, 86 anni da compiere il 9 agosto prossimo, presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, a cavallo fra i due governi italiani guidati nel 1996 e nel 2006, ha recentemente detto dell’Unione Europea, intervistato a Caltagirone: “Diversi anni fa nella Commissione si discuteva non del “se” ma del “quando” la Russia dovesse entrare nell’Unione. Adesso è tutto cambiato”. “Putin -ha spiegato lo stesso Prodi- è un nemico dell’Europa. L’ha ammesso più volte lui stesso: Per lui l’Ue è un problema, un fastidio”.

         L’abbiamo quindi scampata bella. Come a livello atlantico nel 2002 a Pratica di Mare, dove l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, facendo stringere le mani al presidente americano George Bush e a Putin, proprio lui, sognò goliardicamente una Nato estesa dall’Atlantico agli Urali. Pensate un po’ con tutto quello che sta succedendo, con Putin fisicamente invariato, che cosa abbiano rischiato. E cosa rischiamo con Donald Trump presidente degli Stati Uniti, bisogna aggiungere onestamente.

         A proposito di Trump, per la seconda volta alla Casa Bianca, e sempre parlandone a Caltagirone, Prodi ha quasi avvertito muoversi nella vicina tomba le ossa di don Luigi Sturzo. Che in vita era scampato esule anche negli Stati Uniti, dopo Londra e Parigi, ai pericolosi e paradossalmente congiunti rapporti col Vaticano e col fascismo.

         Povero Sturzo. Neppure le ossa e quel che ne rimane riescono a riposare in pace, anche per colpa di Prodi con quella curiosa idea che si era fatta a Bruxelles di un’Europa, gemella della Nato, con Putin.

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